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Il Lusso di Avere Tempo (per bere vino)

“Ci vediamo per un calice veloce?”

È una frase piacevole. Ma dura pochissimo. Subito dopo arriva il pensiero che non scriviamo ma facciamo tutti: veloce quanto?

Oggi anche il tempo libero ha iniziato a comportarsi come una giornata lavorativa: meno riunioni, forse, ma la stessa ansia di incastrare tutto. Esci dall’ufficio alle 18.30 e sembra di entrare in una seconda giornata: sport, spesa, risposte rimandate, estetista, una cena che “dovrebbe essere rilassante”. Il tempo non è più un flusso libero: è un calendario scaglionatissimo. 

E in questo calendario anche un aperitivo diventa una micro-task. “Solo un’ora”, diciamo. Ma quel “solo un’ora” non è mai davvero solo una: ce lo ripetiamo solo per giustificare in anticipo il fatto che ci stiamo fermando.

Ce lo ha detto anche Stevie: noi giovani non abbiamo pazienza. Vogliamo tutto subito;  risposte che arrivano mentre stiamo ancora chiedendo, esperienze che iniziano già al massimo. Siamo cresciuti in un mondo in cui anche l’intrattenimento non ha più pause: scorre, cambia, si aggiorna in continuazione. E senza accorgercene, anche una normale giornata può trasformarsi in una corsa leggera ma continua, come se stessimo sempre arrivando in ritardo a qualcosa che ancora non abbiamo identificato del tutto.

Forse, però, non è che abbiamo perso la lentezza. È che oggi la lentezza e la calma devono sempre essere in qualche modo giustificate. Devono avere una durata accettabile, una fine prevista.

Il vino non sa correre

E poi arriva al tavolo il vino. Che non ha fretta di entrare nella conversazione, che non accelera le cose. Quel bicchiere rappresenta qualcosa che non possiamo comprimere o “ottimizzare”. 

Una caratteristica che oggi lo rende un qualcosa di insolito: non è urgente, non è performativo, non si consuma bene in modalità multitasking.

Non è immediato come un messaggio vocale ascoltato mentre si cammina. Non è veloce come un gin tonic preso in piedi. Il vino ti chiede una cosa un po’ fuori moda: restare fermo abbastanza a lungo da accorgerti che lo stai bevendo. 

Il vino esiste bene solo quando è la calma ad accompagnarlo. 

Ed è proprio così che diventa qualcosa di “speciale”: permettendoci di cambiare il modo in cui abitiamo il tempo, anche solo per la durata di un aperitivo.

Ci permette di avere una domenica pomeriggio al parco con un picnic, una bottiglia di vino bianco e amici seduti sull’erba. Una bella cenetta a casa con un risotto fatto con calma e un calice che accompagna la serata senza fretta. La possibilità di fermarsi senza sentirsi in colpa.

Le ore che ricordiamo davvero

E con la calma succede spesso altro: il telefono viene dimenticato sul tavolo e il tempo smette di essere qualcosa da riempire.

Non sempre è possibile, ovviamente, e non sempre è quello che vogliamo. A volte una serata veloce è esattamente la serata giusta. Però resta la sensazione che le cose migliori, quelle che poi ricordiamo senza motivo preciso, raramente sono quelle ottimizzate. 

Forse, allora, il vero lusso oggi non è nemmeno “avere tempo libero”, ma avere un tempo che non si comporti come un progetto. Aprire una bottiglia senza doverla incastrare in qualcosa. Restare con gli amici senza guardare quanto manca alla fine della serata. 

E in tutto questo il vino diventa un indicatore silenzioso: segnala che siamo riusciti, anche solo per un’ora, a smettere di voler fare tutto in fretta.

Alla fine non è il vino a rallentare il tempo. È il fatto che, ogni tanto, ci aiuta a chiedergli di smettere di correre.

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