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WSET Level 1 con Flip Side: una giornata deliziosa per capire (finalmente) il vino

La caraffa dei nonni, il brunch, Sanremo con il calice giusto: per mesi abbiamo raccontato l’altro lato del vino forse senza sapere davvero di cosa stavamo parlando. Io e Alessandra, le voci dietro Flip Side, abbiamo capito che era ora di fermarci. La scorsa settimana abbiamo quindi deciso di prenderci una giornata, iscriverci al WSET Level 1, il corso per principianti totali (come noi) e passare otto ore a scoprire che il vino non è solo vibes, ma ha una logica dietro. Non siamo diventate esperte (quello sarebbe impensabile per ora), ma è stata la cosa necessaria per passare da “parliamone” a “capiamolo”, o almeno cercare di capirlo.

Quel giorno è stato diverso da una solita giornata lavorativa. Niente scadenze social, niente reel da girare, solo noi due con carta e penna, 9 vini da assaggiare e un’insegnante che pazientemente ci ha spiegato tutto. Arrivate con la testa piena di domande, perchè per noi vini della nonna e spritz appartenevano alla stessa categoria, siamo uscite sapendo che un bianco non è “solo fresco”, un rosso non è “sempre pesante”, e che la temperatura cambia tutto. È stata una specie di reset: dopo mesi a parlare di contesti sociali e momenti giusti, abbiamo capito perché certi vini funzionano in quei contesti.

La cosa più nuova è stata imparare a guardare il vino prima di berlo. Vista, olfatto, gusto; dei passaggi semplici sì, ma che ti guidano alla scoperta di questo mondo. Abbiamo assaggiato bianchi che ora consideriamo (e stavolta con logica) per un brunch, rosè che non sono solo “esteticamente belli” (anche se lo sono di sicuro, dai, erano rosa!), rossi morbidi che non seccano la bocca.

Alessandra continuava a dire “che giornata deliziosa” mentre ci rendevamo conto che forse, avere un minimo di formazione sul vino, ha senso. Abbiamo riso scoprendo che la temperatura è tutto: quante volte abbiamo rovinato una bottiglia lasciandola in frigo troppo o troppo poco? Ora sappiamo che due ore sono perfette, che il calice giusto amplifica tutto, che certi vini hanno profumi che non immaginavamo nemmeno.

Il corso non ci ha riempito la testa di troppi tecnicismi, ma ci ha dato la sicurezza di scegliere meglio. Non beviamo di più, anzi, come tutta la Gen Z beviamo meno, ma ora ogni calice viene apprezzato in un modo diverso, forse più giusto. Non c’è più ansia da prestazione, ma una leggera consapevolezza: sappiamo perché ci piace quel vino al brunch. È come se Flipside avesse finalmente trovato le parole giuste per raccontare quello che viviamo, chiudendo un cerchio. Da “raccontiamo il vino stile Gen-Z senza saperne nulla” a “ok, ora lo capiamo abbastanza per continuare”. Non frequenteremo di certo il livello 2 domani, ma speriamo che questo corso ci abbia dato la base per essere più autentiche.

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