La Gen-Z ora apprezza più caffè e pancake di un calice di vino? Io stessa non pensavo di arrivare a dirlo, ma ormai non posso più negare che il cappuccino stia superando l’aperitivo. Si pensa che il nostro incontrarsi e socializzare sia legato sempre al classico momento della cena o del cocktail… ma mi sono resa conto che noi non siamo solo questo.
A volte basta mischiare ingredienti familiari in modo nuovo per creare qualcosa di inaspettato. E se qualche anno fa mi avessero detto che mi sarei trovata più spesso a fare colazione con gli amici che a ordinare un drink, avrei riso e detto “mai”.
Non è che io abbia smesso di amare l’aperitivo, semplicemente la mia voglia di socialità si sposta sempre di più verso la mattina, la calma e la leggerezza.
La Gen Z decide quali locali aprono (e quali chiudono)
Forse è vero: non siamo noi a seguire i locali, ma sono i locali che iniziano a seguire noi. Quanti locali stanno aprendo con banconi pieni di croissant in stile francese?
Mille versioni di caffè e altrettanti tipi di latte scritti su menù lunghissimi che sembrano opere di design.
La Gen Z sta cambiando silenziosamente le regole del gioco: un locale oggi deve pensare a brunch creativi, drink leggeri e fotogenici.
Sunny side up (ritual)
Lo ammetto: sono caduta nel tunnel del brunch. Ho sempre pensato fosse solo la solita “americanata”, ma ora è tra le mie cose preferite.
Non so dirvi esattamente come o quando sia successo. Forse cercavo solo una scusa per stare a letto fino alle 11 senza sentirmi in colpa e poter mangiare pancakes e scrambled eggs nello stesso piatto.
Il brunch mi dà il permesso di essere lenta, affamata, chiacchierona, o semplicemente mezza addormentata.
È un momento in cui non devo correre, scegliere l’outfit perfetto o decidere tra socialità e comfort: posso avere tutto nello stesso momento.
Anche il vino può essere “Made in the AM”
Non fraintendetemi: amo ancora l’aperitivo. Ma negli ultimi anni ho iniziato a uscire con i miei amici più spesso per colazione che per un calice serale. Perché? Ritmi più flessibili, niente ore piccole, niente dress code, niente ansia da bicchiere “giusto”. E, diciamolo, un cappuccino con pancake è decisamente più instagrammabile di un Gin tonic in un locale buio.
Il vino, in tutto questo, non scompare: perde solo il monopolio del momento conviviale serale. Il brunch può diventare il suo alleato perfetto: rosati leggeri, bollicine soft, vini a bassa gradazione diventano protagonisti di pairing con uova, avocado toast o bagels. Bere diventa un piacere consapevole, senza pressioni, senza competizione, senza dover sempre “stare al passo” con la serata.
Cheers! (but make it daylight)
Ma quindi? Il cappuccino ha superato l’aperitivo? Cosa beviamo durante il brunch? Il matcha latte conquisterà tutti? Questo non lo so, ma una cosa ve la posso dire: il momento della convivialità si sta spostando, diventando più lento, più dolce, più mattutino.
Un nuovo modo di stare insieme: senza fretta, senza obblighi, con cibo buono, drink leggeri e tante risate.


